Mi faceva paura e mi faceva ridere, era come fare surf sul tetto di una macchina a duecentoventi all'ora, come buttarsi giù da una finestra e risalire con un salto, come fracassare migliaglia di bicchieri in un negozio di cristalli e rimetterli tutti insieme con un solo gesto, far scorrere luci e colori a comando dietro le finestre, giorno-notte giorno-notte, estate-inverno-primavera-autunno nell'ordine più arbitrario che mi veniva in mente... [...] Non avevo uno scopo o una ragione, mi lasciavo trascinare e sospingere da una corrente prima delle ragioni, fatta di desiderio di rivalsa e rabbia senza forma, frustrazione accumulata in anni e anni di distanza intollerabile tra me e le cose...
sabato 18 ottobre 2008
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